La battaglia vegana è già persa in partenza

La società moderna ci ha disabituato alla morte, la morte è la conseguenza della vita, tutto ha una fine.

Per la maggior parte dell’esistenza umana la morte era parte della vita, fino a pochi anni fa l’aspettativa di vita media era attorno ai 25 anni, una donna doveva partorire 10 figli per sperare che alcuni sopravvivessero e garantirsi una successione. All’epoca uccidere un animale per sopravvivere non sembrava sbagliato a nessuno.

mortalità infantile in europa

Ora c’è da aggiungere un’altra osservazione molto importante, l’altra caratteristica costante nella storia dell’umanità era lo stretto legame che legava gli uomini e la natura, che vivevano in armonia con essa e rispettandola, la società consumistica moderna ci ha fatto dimenticare il rispetto che avevamo per la natura, tutte le civiltà a modo loro hanno sempre avuto un profondo rispetto per gli animali che poi venivano mangiati, ora con le tecnologie moderne c’è un totale distacco tra i produttori, gli animali e i consumatori. Un contadino che avrebbe poi mangiato uno dei suoi animali non avrebbe mai osato trattarlo nel modo che si vede nei video rubati agli allevamenti di bestiame, allo stesso modo, se il consumatore finale vedesse una scena simile con i suoi occhi per poi vedersi consegnare quello stesso animale ucciso non lo accetterebbe mai.

Nel sistema moderno, in cui i produttori seguono gli animali solo in situazioni ben specifiche e non più durante tutto il processo come si faceva un tempo, in cui i consumatori sono completamente distaccati dal pezzo di carne che trovano impacchettato, tanto da essere disgustati se un pezzo di carne somiglia troppo all’animale che era un tempo. Questo sistema ha interrotto il ciclo naturale della vita, la vita ha il suo corso e finisce, ma è dovere di tutte le creature che abitano la terra rispettarla, il distaccamento che si è creato non ci permette più di rispettare la vita.

Non sono qui per discutere se sia salutare o meno mangiare carne o se inquini o meno, in questo articolo voglio solo esprimere un pensiero che ho in testa da un po’; pur io non essendo vegana credo che molti punti dell’agenda vegana siano validi, il punto è che il mondo non smetterà mai di mangiare carne, i vegani fanno di questo il loro obbiettivo principale ma è una battaglia persa in parenza e attira tantissime antipatie. D’altra parte però credo che nessun consumatore di carne sulla terra ( a meno che non abbia interessi economici diretti a riguardo) sia in contrario a pretendere un trattamento dignitoso agli animali, perché è un loro diritto e noi glielo dobbiamo, per restituire loro il rispetto che gli è stato tolto, garantendogli grandi spazzi aperti e  una durata della vita naturale, senza dopanti e steroidi, per tornare a un consumo consapevole di carne. Perché questo aspetto non riguarda solo gli animali, la mancanza di rispetto che subiscono oggigiorno ha centinaia di diversi effetti collaterali, cominciando dall’impatto sulla salute fino all’inquinamento.

Credo che si potrebbe ottenere molto di più se si unissero le forze e ci si schierasse tutti dalla stessa parte per ottenere un sistema di produzione della carne equo

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